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Medium Precursori


MEDIANITÀ - I MEDIUM PRECURSORI

 

APOSTOLI DI IERI E DI OGGI

Ai tempi degli apostoli, i discepoli venivano inviati a diffondere gli insegnamenti del Maestro in tutte   le   parti   del   mondo   allora   conosciuto.   Si   attenevano   a   ciò   che   Gesù   aveva   insegnato   e adempivano   alla loro missione   con   devozione   e   fede, perché   avevano   impugnato   le   realtà   che rappresentavano e sapevano che quegli insegnamenti erano la salvazione.

Si sentivano fieri di essere artefici di quella trasformazione e meravigliati per la comprensione, da parte degli uditori, della missione redentrice del Messia.

Ma agivano nella certezza di una conquista immediata del regno dei Cieli, con il ritorno del Cristo per breve   tempo   e   non   pensavano   che   ci   volessero, né   che   fossero   necessari, dei   millenni   perché l'umanità, nelle sue prime tappe evolutive, avanzasse di pochi millimetri. Non avevano compreso che il   Cristo sarebbe   ritornato, non nelle   nuvole   del   cielo, nel   rimbombo del   tuono, non   nelle cose esteriori, ma nel cuore di ognuno di noi, nell'intimo di ogni anima, nel silenzio e nell'angoscia di ogni sofferenza, dopo   secoli   di   terribile   lotta   sostenuta   contro   le   proprie   imperfezioni.  

E   il   Maestro raccomandava loro: “Grande in verità è la messe e pochi i lavoratori. Guardate che io vi mando come agnelli fra i lupi. In tutte le case in cui entrerete dite prima di tutto: la pace sia con voi. Curate gli infermi che in essa vi troverete e dite loro: sta arrivando per voi il regno di Dio.” E   quando   i   discepoli   si   stupivano   di   poter   sottomettere   persino   gli   spiriti   maligni   solo pronunciando il nome del Maestro, Egli aggiungeva: «Non perché assoggettate gli spiriti maligni che vi dovete rallegrare, ma del fatto che i vostri nomi “stanno scritti nei cieli”».

Quindi la situazione mutò così poco, come il Maestro disse duemila anni fa, e oggi, ugualmente, deve suonare come avvertimento alle orecchie dei medium perché s'impegnino in quanto prosecutori della stessa opera lanciati, hic et nunc, in mezzo ai lupi, moderni apostoli dotati di pari potere spirituale che camminano per il mondo sullo stesso seminato.

Ascoltino, quindi, le voci che risuonano da lontano, prendano il loro bastone e vadano avanti: dove pensano di fermarsi, accendano lì le loro torce e illuminino tutto intorno con il chiarore della loro fiamma.

I MEDIUM PRECURSORI

Secondo le informazioni di Arthur Conan Doyle, contenute nel suo libro Storia dello Spiritismo, i principali medium precursori dello Spiritismo (prima della pubblicazione de ‘Il Libro degli Spiriti’) furono: Emanuel Swedenborg, Edward Irving, Andrew Jackson Davis, le sorelle Fox e Daniel Dunglas  Home.

Emanuel Swedenborg In accordo con Sir. Arthur Conan Doyle, sarebbe impossibile stabilire una data che marcasse l’inizio della manifestazione di una forza intelligente esterna all’uomo, dato che questo fatto esistette, sebbene in forma sporadica, in tutte le epoche. Egli pensa, frattanto, che Emanuel Swedenborg il grande veggente svedese del diciottesimo secolo fu il grande annunciatore dell’influsso spiritico degli ultimi tempi, quando il fenomeno medianico cessa di avere carattere episodico, per trasformarsi in una vera e propria invasione organizzata dal mondo spirituale. Swedenborg era un ingegnere minerario e un’autorità in metallurgia, fisica e astronomia. Fin da bambino fu medium chiaroveggente: libero dal corpo, riusciva a vedere quello che avveniva in altri luoghi senza, apparentemente, uscire dal suo stato normale di coscienza. Da ciò ne venne che vide e descrisse, con perfetta esattezza, un incendio che si verificò a Stoccolma, mentre stava a trecento miglia di distanza, a una cena con sedici convitati. Frattanto, la veggenza propriamente detta, cioè la possibilità di vedere gli Spiriti, sorse improvvisamente in una notte dell’aprile 1744 a Londra, in Inghilterra, e lo accompagnò durante la sua intera esistenza. Nella stessa notte disse egli il mondo degli Spiriti, del cielo e dell’inferno, si schiuse in modo per me convincente, e colà incontrai multe persone di mia conoscenza e di tutte le condizioni. Da allora quotidianamente il Signore aprì gli occhi del mio Spirito per vedere, perfettamente sveglio, ciò che accadeva nell’altro mondo e per conversare, in piena coscienza, con angeli e Spiriti. Ecco alcuni insegnamenti trasmessi da Swedenborg: 1. Il mondo spirituale consta di varie sfere che rappresentano i diversi gradi di felicità e di luminosità. Dopo la morte andremo in quella a cui si adatti la nostra condizione spirituale. 2. Lo scenario, le condizioni e la struttura del mondo spirituale somigliano a quelli della società terrena. Ci sono residenze per famiglie, templi religiosi, auditorium e palazzi. 3. La morte è soave, dal momento che gli esseri celestiali aiutano quelli appena arrivati al mondo spirituale, che passano, in seguito, un periodo di assoluto riposo, riconquistando la coscienza in poco tempo. 4. Esistono angeli e demoni, ma che non sono di ordine differente dal nostro: sono soltanto anime umane altamente evolute oppure ritardatarie. 5. L’uomo non muta con la morte. Porta con sé i suoi abiti mentali acquisiti, i suoi preconcetti, le sue percezioni. È giudicato da una legge spirituale che prende in considerazione i risultati globali della sua vita. 6. I bimbi sono ricevuti nel mondo spirituale senza nessun tipo di discriminazione per il fatto di essere o meno battezzati. Crescono nell’altro mondo sotto l’orientamento dei giovani che servono loro da madri fino all’arrivo delle vere madri. 7. Non ci sono pene eterne. Quelli che sono all’inferno possono lavorare per uscire di là, qualora essi abbiamo la volontà di farlo. Quelli che sono in cielo possono a loro volta raggiungere posizioni più elevate. Si ha il matrimonio sotto forma di unione spirituale, ove un uomo e una donna formano un’unità completa. Nella sua descrizione del mondo spirituale, Swedenborg scende nei minimi dettagli. È così che parlava, per esempio, della sua architettura, della musica, della letteratura e della scienza, in quel luogo coltivate, dei suoi fiori, delle scuole, biblioteche, dei suoi musei, degli sport ivi praticati. Scrisse le seguenti opere: Cielo e Inferno, La nuova Gerusalemme e Arcana Coelestia.

Edward Irving Nacque nel 1792. Era di umile origine, giacché apparteneva alla classe dei conciatori scozzesi. Divenne un pastore protestante, con una medianità di ispirazione che attraeva le moltitudini per sentire le sue luminose ed eloquenti prediche evangeliche. Nella chiesa che egli dirigeva, avvenivano, nel 1831, notevoli fenomeni di psicofonia e voce diretta, che apportavano insegnamenti che contrariavano l’ortodossia e, proprio per questo, furono considerate opera del “diavolo”. Tali insegnamenti erano presentati in forma dogmatica, per mezzo di interminabili arringhe frammezzate di censure, che si convertivano in rimproveri per i molti che assistevano ai fenomeni. I sensitivi si condannavano gli uni gli altri come eretici. Tali manifestazioni evidenziavano l’esistenza di una vera forza psichica, e rivelavano allo stesso tempo una legge spirituale più tardi spiegata dagli Spiriti Superiori , secondo la quale gli Spiriti sono attratti dalla nostra maniera di essere. Se siamo ancora presuntuosi e orgogliosi, attrarremo Spiriti malevoli, essendo loro giocattoli. Questa è la ragione per la quale possiamo spiegare la forma urtante ed anche dura delle citate manifestazioni. Possiamo dire che le esperienze di Edward Irving con le manifestazioni spiritiche, in un periodo che va dal 1830 al 1833, costituirono, per la loro singolarità, un tratto di unione tra Swedenborg e un altro eminente precursore della Dottrina Spiritica Andrew Jackson Davis.

Andrew Jackson Davis È sopranominato [...] il “Padre dello Spiritualismo moderno”, l’”Allan Kardec americano”. Figlio di genitori umili e incolti, nacque, nel 1826, in un distretto rurale dello Stato di New York (E.U.A.), nei pressi del fiume Hudson, tra gente semplice e ignorante Era un bambino poco fino, carente di attività intellettuale, corpo secco, senza alcun tratto che rivelasse la sua eccezionale medianità futura. [...] Jackson Davis cominciò a sentire, negli ultimi anni della sua infanzia, voci gradevoli e gentili, seguite da belle chiaroveggenze, mentre allo stesso tempo sviluppava i doni medianici con applicazione in diagnosi mediche. Il 6 marzo 1844 [...], fu trasportato dalla piccola località di Pough-keepsie, in cui viveva, alle montagne di Catskill, a quaranta miglia di distanza. In queste montagne trovò due anziane, che gli rivelarono essere suoi mentori, in seguito identificati come gli Spiriti di Galeno e di Swedenborg. Fu questo il primo contatto che il giovane Jackson Davis, ebbe con i cosiddetti morti. Con il tempo, la sua medianità acquisì nuovi orientamenti.

Quando era in trance, parlava varie lingue, incluso l’ebraico, a lui tutte sconosciute, con cui esponeva ammirevoli conoscenze di Geologia e con cui discuteva, con rara abilità, intricate questioni di Archeologia storica e biblica, di Mitologia, anche temi linguistici e sociali nonostante non conoscesse nulla di grammatica [...] e senza alcun studio letterario o scientifico. [...] Durante due anni Davis dettò, in trance incosciente, un libro sui segreti della Natura, pubblicato, nel 1847, con il titolo I Principi della Natura. Conan Doyle si riferì ad esso, dicendo essere “uno dei libri più profondi e originali di Filosofia” [...]. Ricevette [...] molti altri libri, al in circa trenta, in parte editati sotto il titolo generale di Filosofia Armonica, trasmessigli dall’entità spirituale Swedenborg. [...] Davis non era un mistico né un religioso nel senso volgare, e neppure accettava la rivelazione biblica nella sua interpretazione letterale. Era onesto, serio, incorruttibile, amante della Verità e la sua responsabilità era sinceramente compenetrata in quegli avvenimenti rinnovatori. Nella sua povertà materiale, mai dimenticò la giustizia e la carità verso tutti. Le sue facoltà medianiche giunsero ad uno sviluppo maggiore dopo i 21 anni di età, ed egli poté allora osservare più chiaramente il processo di disincarnazione di varie persone, che narrò fin nei dettagli.

[...] Prima del 1856, Jackson Davis profetizzò la comparsa delle automobili e dei veicoli aerei mossi da una forza motrice di natura esplosiva, come pure le macchine da scrivere e, come tutto indica, le locomotive con motori di combustione interna. È straordinaria, addirittura sbalorditiva, la ricchezza di dettagli intorno a queste invenzioni future che Davis lasciò impresso nella sua opera Penetralia [...].     Oltre a ciò, egli predisse nel 1847, la manifestazione ostensiva degli Spiriti con le creature umane, sottolineando che non sarebbe mancato molto tempo perché questa verità si rivelasse in una esuberante dimostrazione. La sua opera iniziale di grande luminosità, fu una preparazione per la comparsa dello Spiritismo, e in una delle sue note, datata 31 marzo 1848, si legge questo significativo brano: “Oggi all’alba un soffio fresco passò sul mio viso, e sentii una voce soave e ferma dirmi: “Fratello, fu dato inizio a un buon lavoro; contempla la dimostrazione viva che sorge”. Mi misi a meditare sul significato di tale messaggio”. Egli era molto lontano dal supporre che, proprio nella notte del giorno citato, le sorelle Fox, in Hydesville, avrebbero conversato, per mezzo di colpi, con lo Spirito di un morto, inaugurando il grandioso movimento spiritico mondiale. A causa di tale fatto, Jackson Davis passò ad essere citato da alcuni scrittori spiritici come il profeta della Nuova Rivelazione, come fece Conan Doyle. [...] Tramite le sue visioni spirituali, ci presentò una descrizione dell’Aldilà ben vicina a quella che gli Spiriti avrebbero fornito in diversi paesi, incluso il Brasile, attraverso la medianità di Francisco Cândido Xavier, nei libri dello Spirito André Luiz.

Davis vide nell’aldilà una vita simile a quella della Terra, vita che si potrebbe definire semimateriale, con inclinazioni e obiettivi adattati alla nostra natura, che la morte non modifica. Vide che in questo vasto Aldilà, il lavoro scientifico, artistico, letterario e umanitario non cessano. Vide le varie fasi e gradi del progresso spirituale, con riferimento alle cause che ritardano l’evoluzione umana. [...] Jackson Davis avanzò più di Swedenborg nel sollevamento dei veli che ricoprono i misteri della Vita, ma l’emerito pedagogo Allan Kardec, missionario postero, completò e ampliò la sua opera, sulla base delle comunicazioni di molti Spiriti Superiori, sotto l’egida dello Spirito di Verità.

Daniel Dunglas Home Nacque nel 1833 a Currie, un villaggio vicino a Edimburgo, in Scozia. Era portatore di una medianità di effetti fisici favorevoli alla levitazione e materializzazione di Spiriti. È considerato un missionario dei tempi moderni. Sul suo conto fu detto: Quando il sig. Home passa, sparge tutt’intorno la maggiore di tutte le benedizioni la certezza della vita futura. Il Codificatore reputa che la presenza di Daniel Dunglas Home a Parigi, nell’ottobre del 1855, fu in un certo senso provvidenziale, poiché costituì un efficace aiuto nella propagazione delle idee spiritiche. Home, grazie alle sue notevoli facoltà medianiche, scosse le convinzioni di molta gente, anche tra le persone che non poterono essere testimoni oculari. Kardec elogia il carattere di Home, la sua modestia, i suoi sentimenti nobili e l’elevazione dell’anima, e passa a riferire i fatti constati da egli stesso (Kardec) o da testimoni oculari degni di fiducia. Home, medium sotto la cui influenza si producevano principalmente fenomeni fisici, senza escludere, per questo, le manifestazioni intelligenti, fu difeso da Allan Kardec contro i detrattori e i maldicenti. Il maestro dichiara che alcuni fenomeni furono osservati, in Francia, da testimoni seri, molto illustri e altamente collocati. Tra questi fenomeni, riporta la sospensione di Home nell’aria, fatto comprovato non solo a Parigi e Firenze, ma anche, principalmente, a Bordeaux. Non soltanto lui (Home) ma anche il tavolo si elevava nello spazio senza alcun contatto. Tale fenomeno non si produceva per atto di volontà del medium. Kardec scrive che lo stesso Home gli disse di non rendersi conto di ciò che accadeva, pensando di stare sempre al suolo, salvo quando guardava giù. Allan Kardec considerava la produzione delle apparizioni, la più straordinaria manifestazione dovuta a Home, e riporta vari casi di formazione di mani fluidiche, in tutto simili a mani vive, solide e resistenti, che apparivano e repentinamente svanivano nel tentativo di afferrarle. Successivamente, parla di piani e armoniche che suonavano da soli, con l’aiuto di mani ora visibili, ora invisibili.

Kardec, in varie occasioni, difese Home da calunnie indirizzategli da avversari delle idee spiritiche. A un certo punto, afferma, nella Rivista Spiritica: Sicuramente, se qualcuno fosse capace di vincere l’incredulità per mezzo degli effetti materiali, questo sarebbe il sig. Home. Nessun medium produsse fino ad ora, un complesso di fenomeni più sorprendenti, neppure in migliori condizioni di onestà, e, frattanto, un buon numero di quelli che lo videro in azione lo trattano ancora, nel momento attuale, come abile prestidigitatore. Per molti, egli fa cose molto curiose, più curiose di Robert Houdin, famoso prestidigitatore dell’epoca. Per Allan Kardec, il medium Home è al di sopra di qualsiasi sospetto di ciarlatanismo: ciò che mancò a coloro che videro e non si convinsero fu la chiave che avrebbe permesso loro di comprendere le manifestazioni prodotte tramite il medium. Per lui inoltre, la venuta di Home in Francia contribuì ad accelerare lo sviluppo dello Spiritismo, sia per il meraviglioso numeri dei fenomeni, sia per la ripercussione di questi nel mondo sociale che frequentò. come possiamo vedere, [...] è innegabile il contributo di questi medium allo Spiritismo nascente, dal momento che rappresentano testimonianze ben definite della presenza del piano spirituale prima e durante l’epoca della cosiddetta “invasione organizzata dagli Spiriti Superiori,” la quale comprende, com’è noto, il periodo che va dai fenomeni di Hydesville fino alla pubblicazione de Il Libro degli Spiriti. Furono annunciatori di una nuova era, pionieri che ebbero l’incombenza di preparare l’umanità alla ricezione degli insegnamenti della Dottrina Spiritica.

Gli apostoli di un tempo operavano in una società che si stava organizzando, mentre oggi operano in una società in disfacimento; la società di ieri cercava supporti per stabilizzarsi e definirsi; mentre la società di oggi, frastornata, li cerca per sopravvivere. Malgrado l'eterogeneità, ci sono punti in comune che fanno simili gli uomini, soprattutto: l'angoscia per la vita dopo la morte, l'attrazione per il soprannaturale, la paura per l'ignoto e l'ansia indefinibile per questo domani misterioso che poco si rivela e tanto si perde nelle agitazioni, nelle incertezze e nelle amarezze di questa vita incarnata. A   causa   di   questi   stati   d'animo,   gli   uomini   si   affannano   inseguendo   ombre   inconsistenti; s'inchinano davanti  a idoli falsi e bugiardi,  rimangono  continuamente  delusi di fronte a miraggi religiosi   decorati   con   tinte   accattivanti   che,   per   effetto   della   loro   stessa   arretratezza,   ancora sopravvivono nel deserto tormentato come frutti sterili di una vegetazione corrotta; in mancanza di verità pure si alimentano di superstizioni grossolane nonostante il rifiuto della facoltà della ragione; tremano infine abbandonati su un terreno che vacilla sotto i piedi, sentendo che lo scheletro dei dogmi e dei credo ereditati da un passato morto ormai non è più per loro, come avevano sostenuto che fosse, un punto di appoggio, una fonte permanente e abbondante di comprensione, di speranza e di fede.

Ma, intuitivamente, percepiscono che è nello spirito e per lo spirito che si deve strappare il velo delle esteriorità e delle convenzioni caduche, rinnegando il passato e, affrontando i preconcetti, alla fine incontreranno il cammino della certezza, della serenità e della pace; troveranno i sentieri veri che conducono, come promise il Cristo, alle dimore eterne dove la verità risplende sotto lo sguardo misericordioso del Signore. Nell'era attuale, moltissimi sono i desiderosi di fatti e di problemi della vita spirituale. Le   barriere   religiose, innalzate   da   secoli   alla   marcia   del   pensiero, stanno   crollando   dalle fondamenta, rase al suolo dai contraccolpi delle manifestazioni dello spirito.

Niente e nessuno potrà impedire questo cambio di direzione e tutte le manifestazioni e le false verità verranno smascherate e saranno pure spregiati quelli che cercheranno di conservarle.

Verità nuove, che sono vecchie, stanno ora insediandosi nel firmamento, brillando come soli e risplendendo sulla Terra, nello specchio vivo della medianità, per le spinte poderose delle facoltà dello spirito. Solamente per mezzo di queste facoltà, gli uomini sofferenti potranno indagare i misteri dei   mondi   invisibili, anticipando   una   conoscenza   che   solo   gli   sarebbe   venuta, e   in   condizioni compassionevoli, dopo la morte.

La Medianità con Gesù è un servizio per i propri simili. Sviluppare questa risorsa vuol dire soprattutto imparare a servire.

Grazie

Bibliografia:

Arthur Conan Doyle - Storia dello Spiritismo, cap. 1

Allan Kardec – Il Libro degli Spiriti

Edgard Armond – Medianità

Leila Brasília Karin Bombazar de Andrade