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Introduzione allo Spiritismo

INTRODUZIONE ALLO STUDIO DELLA DOTTRINA SPIRITISTA ITEM III; IV E V

DOMANDE PER LO STUDIO

FENOMENI CHE HANNO DATO L’ORIGINE ALLA DOTTRINA:

  1. Che cosa ha significato il fenomeno delle tavole rotanti all’epoca di Kardec?

“In ogni caso, le tavole rotanti rappresenteranno sempre il punto di partenza della Dottrina Spiritica”. Allan Kardec (“Il libro dei medium”). Sebbene le esperienze con i tavoli rotanti si fossero già verificate dall'inizio dell'età moderna (e anche prima), è dal 1850 che è aumentato la frequenza in tutto il mondo. All'inizio era considerato come un gioco (era un evento sociale, come andare al cinema o una ruota di amici). È stato compito di Allan Kardec osservare che dietro quella situazione c'era il lavoro di intelligenze extracorporee (gli spiriti disincarnati); il che ha dato inizio alla sua ricerca (basicamente: domande e risposte a queste intelligenze) portando alla costatazione di un mondo non visibile normalmente, (il mondo spirituale) popolato da queste intelligenze con possibilità di comunicazione con loro. Dalle osservazioni estratte da questi contatti passati al setaccio dalla ragione, emerse un corpo dottrinale: La Dottrina Spiritista.

La caratteristica investigativa della Dottrina Spiritica continua ad esistere, anche se in un altro modo, oggi ci sono case e gruppi spiritisti collegati alle facoltà e alle università, che studiano questo aspetto dello Spiritismo più profondamente. Lo stesso Kardec ci esorta che lo Spiritismo devi camminare a fianco della Scienza.

  1. Cosa intendeva Kardec con questa affermazione: “E nessuno immaginava gli Spiriti come mezzo per spiegare il fenomeno; fu il fenomeno stesso che ha rivelato la parola “?

Sebbene le persone che hanno partecipato a queste esperienze, nessuna, fino ad allora, aveva capito la causa di quel fenomeno. Per la maggior parte delle persone che sono venute in contatto con il fenomeno (incluso Kardec) apparteneva alla scuola dei fenomeni fluidici (ossia, pensavano che fosse il pensiero delle persone presenti che giravano, battevano, dettavano poesie, testi e altre comunicazioni); tuttavia, i “propri tavoli” iniziarono a dettare le comunicazioni dove sostenevano di essere manipolati da intelligenze extra-corporee (auto-nominando se stessi Spiriti), che non erano altro che le creature dette “morte”. Quindi il “fenomeno stesso” aveva rivelato la sua causa. Sappiamo che gli spiriti che si comunicavano e si comunicano attraverso i medium sono le anime degli esseri umani che si sono disincarnate e quindi sono suscettibili di fallire e spesso portano le loro opinioni personali su qualche argomento, ecco perché non dovremmo seguire ciecamente ciò che un'entità dice e nemmeno ai medium a meno che non sia comprovato attraverso altre comunicazioni di medium e spiriti diversi, con la stessa affermazione. Questo era il metodo usato da Kardec per la codificazione della Dottrina Spiritica.

  1. Cosa rappresentava i cestelli e i medium nell’intercambio medianico all’epoca della Codificazione?

Quando cominciò a partecipare agli incontri presso la casa della famiglia Baudin, Kardec ha conosciuto un nuovo metodo per la ricezione delle risposte degli spiriti: il metodo del cestello (molto più veloce e più pratico). Con questo metodo di trasmissione di informazioni, c'era la possibilità di uno studio meno superficiale del soggetto, per parte di Kardec. Per inciso, “Il libro degli Spiriti” fu quasi totalmente scritto dalle signorine Baudin (chi erano adolescenti in quell’epoca). La parola medium derivata dal latino = intermediario, mezzo. Facoltà che quasi tutte le persone possiedono di sentire la presenza di spiriti. In alcune persone questa facoltà è latente e si manifesta sporadicamente. In altre persone abbiamo la cosiddetta medianità ostensiva che ha bisogno di essere disciplinata e istruita in modo che possa essere equilibrata. È un attributo dello Spirito. e si manifesta di vari modi. La medianità esiste indipendentemente dalle condizioni morali della persona, tuttavia, una buona condizione morale, secondo la legge d'affinità, facilita l'attrazione di Spiriti sempre più avanzati.

Bibliografia:

“Revenue Spirite”, 1858, pp. 36 e 315/317;

Zêus Wantuil; Tavoli giranti e lo Spiritismo

Leopoldo Cirne; Dottrina e pratica dello Spiritismo vol. I

Allan Kardec - Libro degli Spiriti pag,12-15