Medianità Gratuita, il perché' di un servizio debba essere dato gratuitamente.-Sito Web di Garbin Luca.-Sulle ali dell'infinito di Luca Garbin

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Sulle ali dell'infinito di Luca Garbin

Medianità Gratuita

GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE

 

Noi come Spiritisti Cristiani abbiamo in Gesù, la nostra guida e modello e il suo Vangelo come un manuale sicuro per la nostra evoluzione. Quindi, per quanto riguarda la Medianità, il Channeling o la Canalizzazione, seguiamo le indicazioni che ci vengono date dal Vangelo.

La medianità, patrimonio dell'anima immortale, è una facoltà inerente ad ogni creatura umana ed è anche una disposizione organica, che si manifesta in minori o maggiori stadi di sviluppo, non implica necessariamente relazioni abituali con gli Spiriti Superiori.

In realtà, questa capacità permette all'individuo incarnato - cioè, quello che vive nel mondo materiale – di registrare vibrazioni, radiazioni o stimoli che non possono essere captati da nessuno dei cinque sensi e serve come di strumento di comunicazione per gli abitanti del mondo spirituale, non dipende dall'età, sesso, stato sociale o religioso.

La facoltà medianica è un dono di Dio, e come tutte le altre facoltà, può essere impiegata sia per il bene sia per il male. Ha come oggetto mettere in diretta comunicazione le anime di coloro che hanno vissuto sulla Terra o altrove, al fine di ricevere i suoi insegnamenti per questa vita e per la vita futura. Ci mette in comunicazione con il mondo invisibile. Colui che la usa per uno scopo utile per il proprio progresso e quello dei loro simili, incontra una vera missione. Colui che ne abusa o la usa per cose frivole o per interesse materiale, dovrà rispondere davanti al tribunale della sua coscienza e soffrirne le conseguenze. Per la Dottrina Spiritista, medianità, non è qualcosa di sacro, mistico, magico o soprannaturale. Non può essere ottenuta attraverso dei rituali o formule predeterminate. La sua pratica è razionale, equilibrata e trasparente. È frutto della persistenza, studio e continuità. Il suo esercizio comporta obiettivi, pianificazione e dei processi bene strutturati.

La medianità non serve a "parlare con i morti", perché gli Spiriti disincarnarti, nel concetto Spirita, non rientrano nella concezione dello immaginario della cultura popolare, poiché non sono morti.

La medianità non può essere ridotta a un sportello di servizi che viene utilizzato per risolvere problemi personali. Non cerca di dire ciò che le persone dovrebbero fare o a decidere del loro futuro, togliendo così il libero arbitrio.

La medianità non serve contra i “malocchi”, non serve a vincere la “lotteria", non serve per giustificare comportamenti anomali. Quanto meno serve a esorcizzare spiriti. Non è “dono”, non è “grazia", non è castigo o punizione. È un lavoro continuo, evidenziato dall’esempio, per la costruzione di un momento di crescita. La medianità non fa miracoli, non concede “speciali” poteri. È una fonte di conoscenza.

La medianità non è esclusività di alcuna persona. È una capacità, una facoltà dello spirito, che si migliora attraverso l'esercizio e sforzi personali. La potenza medianica presenta varietà quasi infinite, dalle più volgari forme, alle manifestazioni più sublimi. La medianità appartieni ad un intero gruppo culturale e è strettamente legata ai suoi valori e sentimenti. La medianità non è mai una cosa finita, si trasforma, accompagnando nel tempo i cambiamenti del medium. Segue il momento in cui vive il medium, le nuove situazioni, l'evoluzione e la crescita della società di appartenenza. Essa non è mai identica in due individui e varia a seconda dei caratteri e dei temperamenti. Ad un alto grado, essa è come un raggio di luce che rischiara le tristezze umane e dissipa le tenebre che ci circondano.

Medianità è uno strumento per aiutare le persone, nella costruzione ed elaborazione di nuovi concetti, sulla visione di sé, degli altri e della natura e di Dio.

 

IL VANGELO SECONDO GLI SPIRITI di Allan Kardec cap. 26

 

Dono di guarire - Preghiere pagate - I venditori cacciati dal tempio - Medianità gratuita Dono di guarire.

1 - Guarite i malati, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (San Matteo, Cap. X, versetto 8).

2 - “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. dice Gesù ai suoi discepoli. Con queste parole prescrive di non far pagare ciò che essi stessi non avevano pagato. Ora, ciò che avevano ricevuto gratuitamente era la facoltà di guarire i malati e di scacciare i demoni, ossia i cattivi Spiriti. Tale dono, Dio glielo aveva dato gratuitamente per aiutare e confortare coloro che soffrono e per contribuire alla propagazione della fede. Gesù dice loro di non farne commercio, né oggetto di speculazione e neanche di guadagno per vivere.

 

Preghiere pagate

3 - Mentre tutto il popolo l’ascoltava, disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dagli Scribi che ambiscono passeggiare avvolti in lunghe vesti, essere salutati nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti, i quali intanto divorano le case delle vedove e fanno mostra di pregare a lungo.

Costoro saranno giudicati ben più severamente. (San Luca, Cap. XX, versetti da 45 a 47; San Marco, Cap. XII, versetti da 38 a 40; San Matteo, Cap. XXIII, versetto 14).

4 - Gesù dice anche: Non fate pagare le vostre preghiere, né fate come gli Scribi “i quali divorano le case delle vedove e fanno mostra di pregare a lungo”, ossia accaparrano le ricchezze delle vedove. La preghiera è un atto di carità, uno slancio del cuore: far pagare quelle che si rivolgono a Dio per il bene degli altri è trasformarsi in intermediari salariati, e la preghiera diventa una formula di cui si proporziona la lunghezza al guadagno che se ne ricava.

Ora, è forse vero che Dio misura le sue grazie al numero delle parole? Se ne occorrono molte, perché dirne poche o nessuna a chi non può pagare? È mancanza di carità. Se una sola basta, allora le altre sono superflue ed inutili: perché, allora, farle pagare? È prevaricazione.

Dio non vende i benefici che concede: perché, dunque, colui che non ne è nemmeno il distributore, che non può garantire che il beneficio sia ottenuto, farebbe pagare una richiesta che può anche non dare risultato? Dio non può subordinare un atto di clemenza, di bontà o di giustizia che si sollecita dalla sua misericordia, a una somma di denaro. Altrimenti ne conseguirebbe che se la somma non è pagata, o è insufficiente, la clemenza di Dio sarebbe annullata. La ragione, il buon senso, la logica, dicono che Dio, che è assoluta perfezione, non può delegare le sue creature imperfette a mettere un prezzo alla sua giustizia. La giustizia di Dio è come il sole; illumina tutti, tanto il ricco quanto il povero. Se si giudica immorale commerciare le grazie di un sovrano della terra, è forse più lecito vendere quelle del sovrano dell’universo?

Inoltre le preghiere pagate hanno un altro inconveniente: che colui che le compra, spesso si considera dispensato dal pregare egli stesso, perché ritiene d’essere in pari quando ha dato il suo denaro. Si sa che gli Spiriti sono commossi dal pensiero di colui che si rivolge a loro: quale può essere il fervore di chi incarica una terza persona di pregare per lui, pagandola? Quale può essere il fervore di questa terza persona quando delega il suo mandato a un’altra, e questa a un’altra ancora, e così di seguito? Questo non vuol dire, forse, ridurre l’efficacia della preghiera al valore del denaro corrente?

 

I venditori cacciati dal tempio

5 - Giunsero frattanto a Gerusalemme. Ed entrando nel tempio, si mise a cacciare dal cortile dei Gentili quelli che vendevano e quelli che compravano, rovesciò i banchi dei cambiamonete, e le sedie dei venditori di colombe, ne permetteva che si attraversasse il tempio portando dei carichi. Ed insegnava, dicendo loro: “Non è forse scritto: La mia casa sarà riguardata come casa di preghiera da tutte le genti? Ma voi ne avete fatto una caverna di briganti!”.

Or, essendo venuto questo a conoscenza dei grandi sacerdoti e degli scribi, essi cercavano come farlo morire; avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era ammirata del suo insegnamento. (San Marco, Cap. XI, versetti da 15 a 18; San Matteo, Cap. XXI, versetti 12 e 13).

6 - Gesù ha cacciato i venditori dal tempio: con ciò ha condannato il commercio delle cose sante, in qualsiasi forma. Dio non vende né la sua benedizione né il suo perdono, né l’ingresso nel regno dei cieli: l’uomo, dunque, non ha il diritto di farli pagare.

 

Medianità gratuita

7 - I medium attuali - poiché anche gli apostoli avevano facoltà medianiche - hanno ricevuto anche essi da Dio un dono gratuito, quello di essere gli interpreti degli Spiriti per l’istruzione degli uomini, per additare loro la via del bene, per guidarli verso la fede, e non per vendere loro delle parole che non sono di loro proprietà, perché non sono il risultato della loro concezione, né delle loro ricerche, né del loro personale lavoro. Dio vuole che la luce arrivi a tutti, non vuole che al più povero sia negata, e che possa dire: Io non ho fede perché non ho potuto pagarmela, non ho avuto la consolazione di ricevere l’incoraggiamento e le testimonianze d’affetto di coloro di cui io piango la perdita, perché sono povero. Ecco perché la medianità non è affatto un privilegio, e si trova ovunque: farla pagare sarebbe come sviarla dal suo scopo provvidenziale.

8 - Chiunque conosca le condizioni in grazia delle quali gli Spiriti buoni comunicano, la loro ripugnanza per tutto ciò che rivela un interesse egoistico, e chi sa quanto poco occorra per farli allontanare, non potrà ammettere mai che degli Spiriti superiori siano a disposizione del primo venuto che li chiama a qualsiasi seduta; basta il più semplice buon senso per rifuggire da tale concetto. Non sarebbe anche una profanazione, evocare per denaro degli esseri che rispettiamo ed amiamo? Certo, è possibile avere così delle manifestazioni, ma chi potrebbe garantirne la sincerità? Gli Spiriti leggeri, mentitori e scaltri, e tutta la coorte degli Spiriti inferiori, assai poco scrupolosi, si presentano sempre e sono sempre prontissimi a rispondere a ciò che si domanda loro, senza preoccuparsi affatto della verità delle loro risposte. Chi vuole, dunque, delle comunicazioni serie, deve prima di tutto chiederle seriamente, poi assicurarsi circa la natura della simpatia che esiste fra il medium e gli esseri del mondo spirituale. Si tenga presente che la principale condizione per conciliarsi la benevolenza degli Spiriti buoni, è l’umiltà, la devozione, l’abnegazione, il più assoluto disinteresse morale e materiale.

 

9 - Oltre al problema morale, si presenta anche una effettiva considerazione altrettanto importante, che concerne la natura stessa della facoltà. La medianità seria e vera non può essere né sarà mai una professione, non soltanto perché sarebbe moralmente screditata e ben presto scambiata per quella degli indovini, ma anche e soprattutto perché vi si oppone un ostacolo materiale: si tratta, infatti, di una facoltà essenzialmente mobile, fuggitiva e variabile, sulla continuità della quale non è possibile contate. Sarebbe, dunque, per chi volesse sfruttarla, un mezzo di guadagno assolutamente incerto, che potrebbe venirgli a mancare proprio nel momento in cui gli fosse più necessario. Una capacità acquisita con lo studio e il lavoro, in conseguenza diviene una proprietà di cui si ha il diritto di trarre profitto, è pertanto una cosa ben diversa. Ma la medianità non è né un’arte né un’abilità, ed è per questo che non può diventare una professione.

La medianità, infatti, non sussiste che grazie al concorso degli Spiriti, e se gli Spiriti l’abbandonano, scompare: può restare l’attitudine alla medianità, ma manca la possibilità di esercitarla. Si pensi che non esiste al mondo un solo medium che possa garantire di ottenere un qualsiasi fenomeno spiritico a volontà in un momento determinato. Sfruttare la medianità vuol dire, perciò, voler disporre di una cosa di cui non si è affatto padroni. Affermare il contrario vuol dire ingannare chi paga.

E vi è anche di più: non è di sé stessi che si dispone, ma è la collaborazione degli Spiriti, delle anime dei morti, quella di cui si dispone a pagamento: è un pensiero che non può che ripugnare istintivamente. È questo commercio, degenerato in abuso, sfruttato dal ciarlatanismo, dall’ignoranza, dalla credulità, dalla superstizione, che ha causato il divieto di Mosè. Lo spiritismo moderno, che si è reso conto del lato grave della cosa, in seguito al discredito che ha gettato su questo sfruttamento, ha elevato la medianità all’altezza di una missione. (Si veda Il Libro dei Medium, al Capitolo 28, e “Le Rivelazioni degli Spiriti - Cielo e l’Inferno”, al Capitolo 12).

10 - La medianità è una facoltà santa che deve essere messa in atto santamente, religiosamente. E se vi è un genere di medianità che esige questa condizione in maniera ancora più assoluta, è la medianità guaritrice. Il medico apporta il frutto dei suoi studi, studi fatti spesso a prezzo di penosi sacrifici; il magnetizzatore fornisce il suo proprio fluido, sovente a prezzo della sua stessa salute: essi hanno dunque diritto a ricevere un compenso. Ma il medium guaritore non fa che trasmettere il fluido salutare dei buoni Spiriti: è per questo che non ha diritto a venderlo. Gesù e gli apostoli, quantunque fossero poveri, non si facevano certamente pagare le guarigioni che operavano.

Chi non ha mezzi per vivere cerchi un lavoro ovunque, ma non nella medianità: se occorre, non consacri a questa che il tempo di cui può disporre. Gli Spiriti gli ascriveranno a merito la sua devozione ed i suoi sacrifici, mentre, invece, abbandonano coloro che sperano di servirsene come piedistallo per le cose della terra.

 

I doni del Signore come gli splendori delle stelle, la carezza delle sorgenti, la fiamma della preghiera e la benedizione del coraggio, non hanno prezzo sulla Terra.

La Medianità, il Channeling o la canalizzazione è un servizio che deve essere reso gratuitamente a tutta l'umanità, perché è un dono di Dio e generosità degli Spiriti che si mettono a disposizione. Il Maestro Gesù (Matteo 10,1-10), ha consigliato non solo esercizio gratuito della medianità, ha anche esemplificato con le cure e addirittura si arrabbiò con i mercanti del Tempio di Gerusalemme, dando dimostrazione energetica che non si deve commerciare con le cose spirituali o tornarli oggetto di speculazione o sussistenza. Di conseguenza, è sempre un debito spirituale per il medium, sensitivo o canalizzatore, la richiesta di remunerazione per i servizi medianici, anche se il compenso è un regalo spontaneo della parte dell’assistito.

Medianità è un’espressione di identità, è armonia e scambio di esperienze.

La cosa più importante per un medium è, come abbiamo detto, quella di assicurarsi una protezione efficace. L’aiuto dall’alto è sempre proporzionato allo scopo che ci assegnano ed agli sforzi che facciamo per meritarcelo. Noi siamo aiutati e sostenuti secondo l’importanza della missione che ci incombe, in vista dell’interesse generale. Non c’è niente di più nobile, di più onorifico, che essere chiamato a spandere sotto l’ispirazione di potenze invisibili, la verità nel mondo, e far intendere agli uomini il debole eco degli inviti divini, attirandoli tutti ad innalzarsi verso la luce e la perfezione.



Grazie

Bibliografia

Allan Kardec – Il Vangelo Secondo gli Spiriti

Allan Kardec – Il Libro dei Medium

Leon Denis – Nel Mondo Invisibile

SBEE Società Brasiliana di Studi Spiritici

Leila Brasília Karin Bombazar de Andrade